di FinanzaWorld staff

Prysmian, un titolo interessante ma un po’ rischioso

del 22/04/2009
di FinanzaWorld staff

Prysmian è uno dei leader mondiali
nel settore dei sistemi e cavi per il
il trasporto di energia e per le
telecomunicazioni.

Prysmian ha le sue radici nel gruppo
Pirelli e per la precisione nella
società Pirelli Cavi, la cui attività
parte nel 1879 pochi anni dopo la
fondazione del gruppo Pirelli. Gia'
in questi primi anni, la Pirelli Cavi
assume una dimensione internazionale,
realizzando linee telegrafiche sottomarine
nel Mar Rosso e poi espandendo la
sua attività nel resto d'Europa e in America,
il cui sbarco risale al 1925.

La storia di questa societa' va di pari
passo con la storia dello sviluppo e della
crescita del nostro paese. Infatti, parallelamente
allo sbarco in America, viene realizzata
la linea telegrafica sottomarina che collega
l'Italia agli USA e poi, in seguito, riceve
la commessa da parte del Ministero delle
Poste relativa alla fornitura di cavi per
la rete telefonica e televisiva nazionale.

Negli anni successivi, continua l'espansione
e negli anni della "New Economy" Pirelli
Cavi si lancia in una forte campagna di
acquisizioni rilevando le attività del settore
cavi del gruppo Siemens e di altri gruppi
multinazionali.

Tutto questo rappresenta un grande capitale
in termini di know-how che oggi rappresenta
la base del gruppo Prysmian.

La crescita della società negli anni della
"New Economy" e' stata pero' eccessiva e
lo scoppio della Bolla ha ridotto il mercato
del business dei cavi, in particolare di quelli
per le telecomunicazioni.

E proprio dalla ristrutturazione di Pirelli
Cavi e la successiva dismissione da parte del
Gruppo Pirelli di questo business , nasce Prysmian.

Controllata da Goldman Sachs, Prysmian rileva
le attività della Pirelli Cavi e dal 2007 si quota
sul listino italiano tra le Blue Chip.

Prysmian opera oggi in due distinti business,
quello dei cavi per energia ed utilities e quello
del cavi per le telecomunicazioni. Come fatturato,
il business energetico e' comunque oggi
prevalente (circa il 90% del fatturato proviene
dalla divisione energia).

Prysmian ha oggi un fatturato di oltre 5 miliardi
di euro, realizzato gran parte fuori dall'Italia
e addirittura fuori dall'Europa (l'area extra-europea
pesa per il 33% del fatturato).

Un business interessante, strategico,
controllato da un gruppo molto forte
e competente (raramente Goldman Sachs
fa investimenti sbagliati) e dalle buone
prospettive future, visto che l'energia e
la sua trasmissione/distribuzione sara'
senza dubbio una delle problematiche
maggiori dei prossimi decenni.

Questo rende Prysmian un titolo interessante
anche per il portafoglio di In Borsa in Italia,
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A fronte di queste buone prospettive,
non dobbiamo dimenticare che esistono
diverse problematiche su questo titolo
da tenere in considerazione.

In primo luogo, il business e' piuttosto
ciclico e i tassi di crescita del fatturato
degli ultimi due anni non sono particolarmente
entusiasmanti. Anche le prospettive non
sono delle piu' rosee. Il fatturato atteso dagli
analisti per il 2009 e il 2010 si attesta
rispettivamente a 4,4 e 4,3 miliardi di euro,
rispetto ai 5 miliardi del 2008. Anche l'utile
per azione e' atteso in calo nel 2010 a 1,09
euro per azione, contro oltre 1,3 del 2008.

A questo si aggiunge anche una situazione
finanziaria non ottimale, con un debito elevato
rispetto al capitale (circa tre volte il capitale).

Se il ciclo economico dovesse migliorare
allora per Prysmian le prospettive sarebbero
molto buone e il debito perfettamente sostenibile,
ma se invece andassimo incontro ad un
peggioramento, allora i rischi sarebbero notevoli
e persino eventuali aumenti di capitale da non
escludere.

Non a caso, il titolo è stato (e resta) molto volatile
a seconda di quello che e' il sentiment del momento.
Prysmian amplifica nel bene e nel male i movimenti
di Borsa.

Va detto che in questo momento il mercato sembra
gia' scontare molti dei rischi. Ad un prezzo di circa
8,20 euro per azione, anche considerando gli
utili del 2010 a 1,09 euro per azione abbiamo
un P/E di 7,54. Tuttavia, come detto, se il ciclo
non dovesse migliorare anche quell'1,09 euro
di EPS stimato potrebbe essere eccessivamente
ottimista. Vedremo.

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