di FinanzaWorld staff

Dmail, incognite sulla ristrutturazione

dell' 1/12/2010
di FinanzaWorld staff

Nel settore dei media e delle vendite dirette, una
nicchia ristretta ma piuttosto interessante e' occupata
da una piccola societa' che negli scorsi anni, prima
che la crisi colpisse, e' stata protagonista di un buon
processo di crescita.

Si tratta di Dmail, societa' quotata al segmento Star
del nostro mercato e operativa, appunto in due aree
di business.

La prima e' quella dei "Media Commerce", cioe'
vendite dirette multicanale. Questo business, dove
Dmail opera prevalentemente on-line sia in Italia
che all'estero, si suddivide a sua volta in vari
segmenti.

Abbiamo quindi DMail, DComfort, DGarden, D-Pets,
ecc..., ognuno dei quali commercia nel proprio settore
prodotti innovativi e non facilmente trovabili altrove
(ad esempio DGarden prodotti per giardinaggio, D-Pets
prodotti per animali domestici, ecc...). A questo si
aggiunge anche il sito "Bow" per i prodotti di elettronica.

Il business Media, invece, e' gestito dalla controllata
DMedia Group, che a sua volta controlla Netweek,
circuito di media locali del Nord Italia costituito da
circa 40 edizioni locali con tiratura complessiva di circa
450.000 copia e 2 milioni di lettori settimanali.

La societa' e' nata nel 1999 dall'unione di D-Mail,
leader in Italia nelle vendite a distanza su catalogo e
Pocket Power, la quale gestiva una catena di
negozi monomarca e plurimarca. Nel 2001, poi,
sono state affiancate le attivita' editoriali con l'acquisizione
di Netweek.

Il gruppo dal 2005 al 2008 ha piu' che triplicato il
fatturato, ponendosi sicuramente come societa'
meritevole di attenzione.

Societa' con ritmi di crescita cosi' sostenuti sono
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La societa', comunque, non e' nel nostro portafoglio
e questa non e' certo una raccomandazione di
acquisto.

Infatti, per Dmail i nodi da risolvere non sono pochi.

La crisi ha colpito duro e nel 2009 il gruppo ha visto
il fatturato ridursi quasi del 20% e le vendite sono
state tutte assorbite dai costi, portando Dmail
a chiudere l'esercizio in perdita.

Le stime, poi, prevedono difficolta' anche per il 2010,
altro esercizio previsto in rosso, mentre il ritorno
all'utile dovrebbe realizzarsi nel 2011, quando l'EPS
e' atteso a 0,11 euro.

In ogni caso, ai prezzi attuali, vorrebbe dire un P/E
di quasi 24, piuttosto alto, quindi, rispetto ai livelli
attuali dei mercati.

In altri termini, si sconta una ripresa degli utili
anche per gli anni successivi al 2011 ed e' proprio
su questa ripresa che si giochera' il futuro del
gruppo.

Un incognita non da poco, visto, peraltro, che la
situazione finanziaria non e' delle migliori, con un
debito netto superiore al capitale proprio. In
caso di restrizioni al credito la ripresa della societa'
potrebbe essere messa in dubbio.

Si tratta quindi di un'azione per la quale ci si aspetta
una ristrutturazione. Ma tra societa' simili, forse c'e'
di meglio sul nostro mercato.


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