di FinanzaWorld staff

Indesit, la crisi continua a farsi sentire

del 15/02/2012
di FinanzaWorld staff

Indesit e' leader in Italia, Russia e Regno Unito nel
settore elettrodomestici ed e' ben posizionata anche in
tutto il resto d'Europa, sia Occidentale che Orientale.

L'azienda opera anche fuori dei confini europei,
in particolare in Nord America e Medio Oriente
(con una buona posizione in Turchia), ma la sua
leadership resta comunque europea.

Complessivamente, parliamo di un gruppo con
16.000 dipendenti e 14 stabilimenti produttivi
in tutto il mondo.

L'azienda e' frutto della divisione delle Industrie Merloni,
societa' fondata da Aristide Merloni a Fabriano, in
provincia di Ancona, negli anni '30.

Le Industrie Merloni erano attive in diversi settori
e gia' titolari del marchio Ariston.

Negli anni '70, vengono create tre divisioni: quella
meccanica, la divisione sanitari e la divisione
elettrodomestici.

Aristide Merloni lascia ogni divisione sotto la guida dei
suoi tre figli.

La divisione elettrodomestici va a Vittorio Merloni e nel
1975 viene creata la Merloni Elettrodomestici.

Quest'ultima societa', sia con l'espansione interna, sia
tramite acquisizioni (tra cui quella della Indesit nel 1987),
emergera' come uno dei superstiti vincenti nel consolidamento
del settore elettrodomestici in Italia.

E dopo la conquista dell'Italia si lancera' verso l'Europa,
raggiungendo le dimensioni attuali.

Un'azienda, quindi, con un business internazionale
e un'importante posizione di leadership in Europa,
cosa che la rende molto interessante anche per il
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Al momento, Indesit, nonostante tutto quanto
detto, e' ancora alle prese con il rilancio dopo
la crisi del 2008.

Nel suo miglior anno, il 2007, la societa' era
arrivata a fatturate 3,4 miliardi di euro e ad avere
un utile per azione di 1,027 euro.

La crisi del 2008 ha ridotto notevolmente ricavi
e margini e la societa' ha quindi intrapreso
un'opera di ristrutturazione.

Che ha dato anche buoni frutti, dato che finalmente
nel 2010 l'utile per azione e' stato pari ad 1,13 euro,
superando, quindi, i livelli del 2007. Tuttavia, il fatturato
restava ancora molto sotto (2,88 miliardi).

Purtroppo, il 2011 non e' stato un anno di ulteriore
miglioramento.

Infatti, i dati presentati pochi giorni fa hanno visto
ricavi in leggero calo a 2,83 miliardi, mentre gli
utili arretrano a 59 milioni di euro, contro i 116
del 2010.

Insomma, un anno molto difficile da cui la societa'
dovra' nuovamente ripartire.

In altri termini, la crisi torna a farsi sentire sul gruppo.

Va detto che, a fronte di questo, le valutazioni
sono comunque abbastanza buone.

Il titolo puo' essere quindi interessante, ma
bisogna tener conto dell'alta ciclicita' del
business e anche della volatilita' delle quotazioni.

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