di FinanzaWorld staff

Marr, all'insegna della stabilita'

del 16/04/2014
di FinanzaWorld staff
Il gruppo MARR è uno dei principali operatori italiani
nel settore della distribuzione di prodotti alimentari
per la ristorazione.

Nata a Rimini nel 1972, la società vede l'ingresso nel
suo azionariato da parte del gruppo Cremonini già
dal 1979. In seguito, Cremonini diventerà l'azionista
di riferimento.

Dopo uno sviluppo per linee interne durante gli anni
'70 e '80, negli anni '90 la società inizia l'espansione
esterna con acquisizioni mirate in diverse regioni
italiane. Vengono quindi acquisite società come
Adriafood, Venturi, Discom, ma nello stesso tempo
prosegue anche la crescita per linee interne con
l'apertura di filiali varie nel meridione.

Nel 2007, poi, la società acquisisce anche la
New Catering di Forlì ed entra così nel settore della
distribuzione destinata a bar e ristorazione veloce.

La crescita per linee esterne prosegue poi negli ultimi
anni , con l'acquisizione dei rami d'azienda Minerva
e Baldini Adriatica Pesca e affitto d'azienda della
Lelli SRL e Scapa Italia SPA.

Il gruppo oggi supera gli 1,3 miliardi di euro di fatturato
e presenta un business molto stabile. La societa' negli
ultimi anni, nonostante la crisi, ha aumentato con costanza
fatturato e utili, almeno fino al periodo piu' recente.

Questo business molto stabile ha consentito alla
societa' di pagare sempre un corposo dividendo,
che ad oggi e' sembrato sempre sostenibile.

Una societa' molto interessante sotto molti
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Ci sono aspetti negativi di questa societa'? Alcuni,
ma nonmolti a dire il vero.

Un aspetto che potrebbe scoraggiare alcuni investitori
e' proprio il suo punto di forza, cioe' la stabilita'.
Per chi cerca movimenti rapidi e voloci, potrebbe
essere difficile trovarli su questo titolo. Ma anche
l'investitore value di lungo periodo periodo potrebbe
avere alcuni problemi, perche' e' spesso difficile
trovare valutazioni molto economiche su questa
azienda. La stabilita' viene fatta pagare dal mercato.

E poi il debito, che è pari all'80% del capitale
proprio, quindi al momento piuttosto sostenibile,
pero' non ci sono molti spazi per grandi operazioni
straordinarie o grandi incrementi dei dividendi.

Peraltro, su quest'ultimo aspetto c'e' da segnalare
che gli alti dividendi erogati sono frutto della
distribuzione di una parte rilevante dell'utile di
esercizio.
Pertanto, sebbene fino ad ora i dividendi siano
sostanzialmente sostenibili da risultati economici
buoni e stabili, comunque ulteriori aumenti non
possono contare su un incremento rilevante
del pay-out.

C'e' poida segnalare che nel 2013 il trend di crescita
degli utili si e' invertito dopo molti anni e il risultato
netto e' leggermente sceso.

Nulla di preoccupante, ma per una societa' il cui
punto di forza e' stata sempre la stabilita' e la
crescita graduale, questa tendenza non e' certo
positiva e sicuramente va tenuta sotto osservazione.

Infine, le valutazioni al momento non sono proprio
economiche, dato che il P/E e' poco sotto 20. Un
livello non proprio basso.

Nel complesso, comunque, abbiamo di fronte un buon
business, stabile e solido, sebbene non proprio economico
in questo frangente.




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