di FinanzaWorld staff

Isagro, buone potenzialita' ma numeri molto incerti

del 29/12/2010
di FinanzaWorld staff

Torniamo oggi a parlare di un'azienda di cui avevamo
gia' trattato in passato, ma che di tanto in tanto e'
il caso di ritornare perche', pur essendo una Small
Cap, e' l'unica societa' italiana ad occuparsi in modo
pressoche' esclusivo di uno dei business piu'
interessanti sia attualmente, sia per i prossimi anni.

La societa' di cui stiamo parlando e' Isagro, societa'
operante nel settore degli agrofarmaci, con una
"pipeline" di funghicidi, pesticidi e prodotti simili
utilizzati in agricoltura per proteggere le coltivazioni
da insetti, funghi e malerbe.
L'impiego in agricoltura di questi agrofarmaci ha
l'obiettivo di favorire l'aumento della produttività
agricola.

La societa' opera a livello globale, con presenza
anche in mercati emergenti come Brasile ed India.


Abbiamo quindi di fronte un'azienda che opera
in un business molto innovatico e che potenzialmente
potrebbe essere interessante anche per il portafoglio
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I limiti di Isagro li avevamo gia' visti in passato.

Torniamo ora a passarli in rassegna e vediamo se
nel corso di questo 2010 sono stati superati.

Il primo elemento delicato per la societa' non
e' risolvibile dall'oggi al domani. Anzi, probabilmente
non sara' proprio risolvibile.

Stiamo parlando ovviamente delle dimensioni. Isagro
e' una piccola societa' che si confronta con colossi
come Monsanto, Potash Corp. o le divisioni
agrobusiness di Bayer AG e BASF AG.

Difficile ipotizzare che nell'immediato Isagro possa
raggiungere le dimensioni di questi colossi e sicuramente
questo non e' il suo obiettivo. Anzi, l'investimento
potrebbe divenire interessante se un domani qualche
grande multinazionale decidesse di acquisire la societa'.

Affinche' questo possa succedere e' pero' necessario
che Isagro migliori dal punto di vista della redditivita'.

Nell'ultima analisi che avevamo fatto, risalente a circa
un anno fa, avevamo osservato la difficolta' del gruppo
di chiudere gli esercizi in utile e che le stime indicavano
solo un moderato profitto nel 2010, mentre i numeri
diventavano buoni dal 2011, con un EPS a 0,42 euro.

A distanza di un anno, comunque, le cose non sono
andate proprio in questo modo.

Forse Isagro non riuscira' a chiudere positivamente
il 2011 e le stime per il 2011 sono state riviste verso
il basso a 0,16 euro per azione. Una revisione non
da poco.

Anche sul fronte finanziario le cose non sono ecellenti.

Il rapporto debito/equity si e' un po' ridotto, ma resta
comunque molto elevato, pari a circa 1,75.

La societa' resta quindi piu' che mai un'incognita.

Interessante per via del business, ma problematica
per i conti non proprio eccellenti.

Una societa' forse da rivedere un po' piu' avanti per
capirne meglio le potenzialita', soprattutto quando i
nuovi prodotti che ha in cantiere inizieranno ad essere
brevettati e commercializzati.



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