di Francesco Carlà

AOL up!

del 30/09/1999
di Francesco Carlà

America on line (AOL - NYSE) è uno dei Net Stocks più famosi, forse il
più famoso. Di sicuro ha la più ampia capitalizzazione di mercato tra
i titoli Internet e spesso è lo stock più trattato a Wall St. (tanto
per darvi un'idea, due giorni fa hanno cambiato di mano 20 milioni di
AOL per un controvalore di 2220 milioni di dollari!) Negli ultimi mesi
America on Line aveva perso molto terreno: giù quasi il 40%. Come mai?

Il business centrale di AOL è dare Internet agli americani. E ci riesce
molto bene visto che ha 18 milioni di clienti che pagano 22 dollari al
mese. Oltretutto la crescita degli abbonamenti è continua e riguarda
anche Compuserve (un'altra brand di AOL).
Ma negli ultimi mesi questo business sembrava essere in discussione,
soprattutto in Europa, per via del modello Freeserve: Internet gratis.
Modello seguito in Italia da Tiscali per primo e poi da Infostrada,
Tin e adesso anche Kataweb e sembra Mediaset. C'era la paura che questo modello
prendesse piede anche in America (ci stanno provando in molti e con vari
sistemi, tra questi NetZero (NZRO - Nasdaq). In particolare alcuni annunci
di Microsoft sembravano far capire che Gates volesse adottare il modello
Free Internet per MSN, che non è mai riuscito ad insidiare AOL.

Ma siccome nella finanza Internet le cose cambiano assai velocemente,
qualche giorno fa MSN ha improvvisamente alzato i prezzi portandoli a 22
dollari, esattamente come AOL, invece di calarli a zero come qualcuno aveva
pensato. Nello stesso tempo le azioni di Freeserve a Londra sono scese
sotto il livello di collocamento (la IPO come la chiamano a Wall St.), in
previsione di un bel mucchio di perdite e di un rallentamento nella crescita
degli abbonamenti gratis (ormai in Inghilterra perfino le squadre di calcio
danno Internet ai propri tifosi!). Anche perché gratis in Europa
significa che non paghi il provider, ma solo il telefono. In America significa
che non paghi nulla. Nemmeno il telefono.

Insomma il problema numero uno di AOL sembra sparito. Rimangono sullo sfondo
alcune ombre generali: la sfida con Microsoft per il controllo dei sistemi
di messaging (anche in questo campo AOL è largamente il leader visto che
controlla ICQ, 40 milioni di users, e il suo messaging system, altri 25
milioni di abbonati...) Con Microsoft il testa a testa riguarda molte altre cose,
ma lo scontro è destinato a restare sullo sfondo per i prossimi anni, con
mosse e contromosse reciproche, e non pare destinato ad influenzare la
quotazione di AOL a breve termine.

Infine c'è il problema dell'accesso alla broadband, l'Internet veloce che sta
affiancando il modo normale di usare la Rete. In questo settore i giochi sono
più complessi, AOL sta puntando sul DSL, anche perché non ha al momento
alternative, visto che il cable modem è bloccato da Excite/Athome. E su questa
lotta per dare ai suoi milioni di users la possibilità di cambiare velocità,
s'innesta la voce che circola a Wall ST. in questi giorni: AOL starebbe
trattando per comprare ATHome (ATHM - Nasdaq).






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