di Francesco Carlà

La difficile grandeur di Vivendi

del 31/05/2002
di Francesco Carlà

Vivendi era l'ultimo orgoglio della Francia.

Il numero due dei media nel mondo, e' anche una delle
aziende transalpine piu' grandi. Quasi 290.000 dipendenti,
circa sessanta miliardi di euro di ricavi previsti
per il 2002, Vivendi e' guidata da un vulcanico 44enne,
amato ed odiato dalle sue parti: Jean-Marie Messier.

Di recente assai piu' odiato che amato.

Vivendi (nyse-v) ha perso ieri un altro 5% in borsa,
dopo che il consiglio d'amministrazione di New York
non ha deciso nulla di concreto a proposito del piano
di riduzione del debito.

Messier di debiti ne ha fatti moltissimi.

E li ha fatti per diventare il piu' grande gruppo multimedia
del mondo dopo AOL-Time Warner e perfino prima di Murdoch.
A proposito di Murdoch, il magnate australiano possiede
,insieme a Telecom Italia, Stream, e voci sostanziose giurano
che Tele+, al momento controllata proprio da Vivendi,
possa essere una delle prime cose vendute. A Stream.

Nel frattempo Messier non e' piu' da solo al comando.

La grandeur del francese ha spaventato non poco i maggiori
azionisti del gruppo Vivendi, e cioe' i canadesi Bronfman
del gruppo Seagram, che un po' di tempo fa avevano venduto
proprio a Messier le loro distillerie e soprattutto la
Universal Studios.

Cioe' un bel pezzo del cinema americano.

I fiduciosi canadesi avevano ricevuto in cambio il 5.3%
di Vivendi, investimento che nel frattempo si e' svalutato
della rispettabile sommetta di due miliardi in euro.
Vivendi, infatti, ha perso il 45% in borsa nel 2002.

Sembra che i Bronfman, invece, stiano perdendo la pazienza.

Per questo hanno lasciato Messier al suo posto di chairman,
ma gli hanno affiancato un comitato di direzione di cui
fanno parte loro stessi. E, gia' che c'erano, hanno messo
addosso a Messier un uomo dei conti per guidare il rientro
dai debiti.

Stiamo parlando di 17 miliardi di euro.

La situazione di Vivendi assomiglia a quella di AOL-TW
(nyse-aol): Wall Street e le borse in questo momento
guardano solo ai debiti e non riconoscono il patrimonio.

Il che non e' molto sensato.

Sono strane le mode. Prima tutti si accapigliano per
avere, a qualunque prezzo, cose che non sanno nemmeno
bene quanto valgano davvero. E poi buttano nel cestino
societa' che hanno in pancia cose molto interessanti,
come capita di questi tempi, per esempio, ad AOL e
proprio a Vivendi.

Ma le mode, prima o poi, cambiano di nuovo.

Ps. Come avrete notato, dopo che lo abbiamo abbandonato
noi, l'Uomo Ragno non ha fatto che scivolare dai muri.
Ieri ha perso un altro 7.53% ritornando a quota 4.91$.

Era proprio un caso da manuale. Smile.

(per leggere tutta la storia cliccate subito qui)
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