di Francesco Carlà

Come valutare un business di successo

del 21/04/2008
di Francesco Carlà
Carissimi Fwiani,

Sono sempre alla ricerca della semplicita'.

Nella mia esperienza di investitore e studioso
della finanza e degli investimenti, ho visto funzionare
sempre e solo le strategie semplici e indipendenti.

Quelle di Graham, quelle di Buffett e di Lynch.

Hitchcock amava la semplicita'. Se non era in grado
di scrivere la trama (il plot) di un suo film su una
scatoletta di fiammiferi, o sul retro di un biglietto
da visita, quel film non lo faceva per niente.

Semplice e' il contrario di banale.

Provate a riassumere 'La finestra sul cortile' oppure
'Gli uccelli' e vi accorgerete che, per una volta,
il maestro del brivido, non scherzava.

Per questo i suoi film non passano mai di moda.

Oggi provero' a raccontarvi come dovreste valutare
una societa' prima di investire, cercando di farlo
nel modo piu' semplice che io sia riuscito ad
immaginare. Non fate caso ai dettagli poco 'business',
me ne scuso in anticipo: quello che conta e' la morale.

Comincio subito.

Ci sono due amici che abitano nello stesso quartiere.
Uno di questi amici, Mario, e' intraprendente e ha messo
su un business molto semplice: compra birra in
un supermarket che fa forti sconti, e la rivende
dovunque si raduni gente

Compra bottiglie a 50 centesimi e le rivende a 2 euro.

Siccome e' molto bravo nel suo mestiere, riesce
a convincere un sacco di gente a comprarle.

E i risultati sono davvero buoni: in un anno ha
venduto 20.000 bottiglie di birra, 100 al giorno
per duecento giorni di lavoro.

Ha speso 10.000 euro per la birra e ne ha incassati
40.000 dalla rivendita. Profitto netto: 30.000 euro.

Mica male. Solo che si e' stancato parecchio.

E qui entra in scena l'altro amico, Giorgio.
Dopo aver osservato il business del suo compagno
per dodici mesi, gli e' venuta una mezza idea di
comprarne la meta'.

Anche per aiutarlo.

Quanto dovrebbe pagare il business della birra
secondo voi? Che poi e' come dire: quanto vale
la societa' e quanto valgono le sue azioni?

Riassunto:

Sappiamo che, nel primo anno, Mario ha venduto
100 bottiglie al giorno di media, per un totale
di 20.000, in 200 giorni di lavoro.

Sappiamo che gli costavano 50 centesimi l'una
e che le rivendeva a 2 euro, con un profitto netto di
un euro e cinquanta cad. e di 30.000 euro in un anno.

Dal passato prossimo passiamo al condizionale.

In cinque anni Mario potrebbe vendere, quindi,
100.000 bottiglie di birra con un profitto
netto di 150.000 euro. Mica bruscolini.

Giorgio farebbe bene quindi a pagare il 50% del
business della birra 75.000 euro?

Non scordatevi del condizionale.

E se Mario si ammala? E se la birra passa di moda?
E se arrivano concorrenti agguerriti? E se i
supermercati aumentano i prezzi della birra?

Se, se, se, se ... Ogni 'se' vale qualcosa.

Ogni 'se' porta a casa uno sconto. Ogni 'se'
deve farvi pensare e trovare una risposta in
denaro. Ogni 'se' abbassa la valutazione.

Morale della storiella:

Se non avete tutti gli elementi per valutare
un business, allora NON avete tutti gli elementi
per valutare il prezzo di un'azione di una societa'.

Non potete dire se e' cara o a buon mercato.

E quando, finalmente, questi elementi li avrete,
fatevi le domande giuste e scontate tutti i 'se'
e i 'ma' che vi vengono in mente.

Solo allora potrete dire qual e' il prezzo giusto.


Volevo invitarvi al mio "Master Live!" a Bologna
il 31 maggio prossimo. E' un'occasione, molto
rara nel 2008, per incontrarci di persona e
discutere insieme di tutte le questioni care
all'Investitore Intelligente.

Tutti gli iscritti riceveranno un attestato
di partecipazione con la mia firma.

Inoltre sara' consegnato a tutti il "Frullatore di
Francesco Carla'", cioe' l'esclusivo sistema
per analizzare qualunque societa' prima di investire.


Per avere le informazioni e il mio invito scrivete a:

corsi@finanzaworld.it

A presto, Vs. Francesco Carla'.




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